Marie-Pierre Nouveau
La verità a fior di gioco.
A teatro, al cinema e in televisione, Marie-Pierre Nouveau si è fatta strada, guidata dall’impegno, dalla ricerca dell’autenticità e dal suo intimo legame con la Corsica. La madrina di Creazione 2026 coltiva un modo autentico di vivere la propria arte.
Figlia di un musicista diventato direttore d’orchestra al Cirque d’Hiver Bouglione e di una madre dedita all’educazione dei suoi tre figli, l’attrice cresce tra libertà e principi. Da piccola, un disturbo del linguaggio la spinge verso il canto, con il quale manterrà a lungo un rapporto ambivalente: «Cantare suscitava in me un eccesso di emozioni», confida colei che in seguito tornerà alla musica.
Dopo aver studiato Lettere moderne, Marie-Pierre Nouveau ha debuttato sul palcoscenico. Un provino fallito a Parigi per Fedra, che lei ricorda con ironia, le insegna fin da subito a relativizzare i fallimenti. Poi arrivano gli incontri decisivi: Arnaud Devolontat, per Il Piccolo Principe e Philippe Calvario per Il gioco dell'amore e del caso, due spettacoli che lo porteranno in giro per il mondo. Senza dimenticare i suoi periodi all’Actors Studio, dove ha lavorato sulle emozioni.
Un'attrice in movimento
A lungo associata al genere comico, la carriera di Marie-Pierre ha subito una svolta nel 2012 con Gli Anonimi, film per la televisione di Pierre Schoeller sul caso Erignac. Thierry de Peretti gli affida poi uno dei ruoli di spicco di’Una vita turbolenta, in cui lei si impone con forza, mentre il desiderio di scrivere prende sempre più piede.
Durante la sua residenza a Cargèse, l’autrice firma il proprio monologo, che costituisce la base del suo spettacolo Le Incostanze, che verrà riproposto in lingua corsa. Attualmente sta lavorando a una creazione collettiva, In nome dell'amore, prevista per il 2027 ad Avignone, ed è tornata alla commedia con Permesso di demolizione (in programmazione il 1° luglio 2026) eIl Clan 2, di Éric Fraticelli.
Nel frattempo, l’attrice partecipa, insieme a Cristiana Reali, all’adattamento teatrale del romanzo *Chiennes de garde*, dedicato alla violenza contro le donne, e ha appena terminato Punti di vista, cortometraggio umoristico scritto e interpretato insieme al suo compagno Jean-Philippe Ricci.
Marie-Pierre Nouveau, che conosce bene Creazione, festival che ha scoperto proprio al fianco di quest’ultimo, padrino dell’edizione 2016, vede nel festival molto più che semplice glamour. «Mi piace la sua dimensione intergenerazionale e il modo in cui mette in dialogo diverse sensibilità, valorizzando al contempo i giovani talenti. » « La condivisione è sempre un modo per imparare », riassume la nuova madrina che, a Bastia, difenderà una certa idea di arte: accessibile, generosa e autentica.
Jeremy Banster
L'uomo delle traversate
Attore, regista, produttore: il nuovo padrino di Creazione procede seguendo il filo delle storie che ama mettere in luce, come gli incontri e i luoghi che lo colpiscono profondamente, in primo luogo la Corsica.
A Cannes, dove nel 1997 ha ricevuto il premio Jeune Talent ADAMI, Jeremy trova ancora il tempo per scambiare due chiacchiere tra un appuntamento e l’altro, sempre cordiale e attento agli altri. Da oltre trent’anni, l’attore, diventato famoso al grande pubblico grazie ai suoi ruoli in serie televisive di successo, accumula esperienze di ogni tipo: sul palcoscenico e sul grande schermo, davanti e dietro la macchina da presa, ma anche come sceneggiatore e produttore. Figlio di un assistente alla regia, formatosi alla Scuola di Arte Drammatica della Città di Parigi, nel 1999 fonda la sua compagnia teatrale, Bensyl, e ben presto realizza i propri cortometraggi. Il suo cinema esplora già l’essere umano, le sue fragilità e i suoi percorsi esistenziali, prefigurando *La Vie pure*, il suo primo lungometraggio, dedicato alla vita dell’esploratore francese Raymond Maufrais. Un’opera delicata, al tempo stesso cruda e coinvolgente, candidata ai premi Lumières 2016, che il regista girerà in Amazzonia. « »Trasmettere è la mia principale fonte di ispirazione», confida l’artista dalla carriera ramificata. «A prescindere dal mezzo espressivo, ciò che mi interessa è raccontare una storia e dare risalto a ciò che merita di essere osservato.»
Porto di registrazione
In Corsica, Jeremy continua a sostenere i progetti che gli stanno a cuore, tra cui il documentario Il grido dei gabbiani, di Gisèle Casabianca, che ha avuto il piacere di produrre nel 2022. Quando parla della nostra isola, affiorano subito i profumi dei pini, i bagni a Bravone e i ricordi felici tra Ghisonaccia, Solenzara e Tallone, dove da bambino trascorreva le vacanze. «La Corsica è il posto al mondo dove mi sento meglio. Ci torno per respirare, andare in barca a vela, lavorare, scrivere… È qui che è maturato anche A braccia aperte la cui uscita è prevista per il 2027« . Per questo lungometraggio che ha appena portato a termine in qualità di regista e attore al fianco di Alice Pol, Michel Jonasz e Myriam Boyer, Jeremy si è ispirato alle vicende dei suoi antenati, membri della Resistenza deportati a Buchenwald e Mauthausen. «La storia racconta di un incontro d’amore ostacolato dalle scelte familiari e dalle ferite del passato», spiega colui che si definisce appassionato di epigenetica, della memoria delle cellule e della sua influenza sulle nostre vite. Un altro percorso umano a cui ci invita il padrino di Creazione 2026, felice di accompagnare il nostro festival per amore della Corsica. A Bastia, tra cinema, moda e fotografia, Jeremy Banster, che ritroveremo a settembre su TF1 nella serie Il bersaglio, con Tomer Sisley e Fauve Hautot, dovrebbe sentirsi perfettamente a suo agio, lui che da sempre si muove al crocevia di tutte le forme creative.
Fred Meylan
Con Fred Meylan come primo padrino «Image» della sua storia, Creazione conferma la sua apertura alle arti visive. Venerdì 12 giugno, a partire dalle ore 14:00, il festival darà carta bianca al fotografo, che terrà sulla Terrasse des Nobles Douze una masterclass dedicata alla sua professione e all’immagine di marca.
È all’età di 18 anni, durante il servizio militare, che Fred Meylan si avvicina, contro ogni aspettativa, alla fotografia. Incaricato per diversi mesi di occuparsi delle riprese fotografiche all’interno dell’esercito, realizza lì i suoi primi scatti prima di entrare a far parte di Sygma. Conflitti, attualità, Festival di Cannes: all’interno della famosa agenzia di stampa, il fotografo affina il proprio sguardo sviluppando un approccio istintivo all’immagine.
Quando, a metà degli anni «90, si orienta progressivamente verso la moda, la sua estetica senza tempo si impone sulle più importanti riviste internazionali. Kate Moss, Penélope Cruz, Kendall Jenner, Isabelle Huppert e Virginie Efira posano davanti al suo obiettivo, mentre marchi iconici gli affidano le loro campagne. "Ho sempre cercato di percepire le cose prima che accadessero. E il mio percorso si inserisce in un’epoca caratterizzata da una forma di libertà, di spensieratezza«, riassume con umiltà.
Nel 2013, Fred Meylan apre il suo studio in un luogo mitico, in rue Saint-Honoré, nel cuore del Fashion District parigino, trasformandolo in uno spazio di riferimento, vivace e creativo.
La Corsica come respiro
Tra Parigi e Porto-Vecchio, dove soggiorna diversi mesi all’anno, il ritrattista di moda, habitué delle grandi figure contemporanee, ha oggi trovato il suo equilibrio. Il mare, il vento, la luce mediterranea alimentano il suo lavoro personale incentrato sul corpo e sull’acqua, sviluppato da oltre vent’anni e recentemente esposto nel suo studio parigino trasformato in galleria.
»L’isola è un terreno di gioco incredibilmente stimolante», confida questo appassionato di vela e sport acquatici, che in Corsica collabora con Calarena e Mare di Latte, occupandosi al contempo regolarmente della produzione per grandi case come Clarins.
A Bastia, per Creazione, Fred Meylan desidera rendere la sua primissima masterclass un momento di scambio stimolante e autentico. Fotografia analogica, digitale, intelligenza artificiale: il nostro ospite intende condividere quarantacinque anni di esperienza, parlare di arte e tecnica, naturalmente, ma anche e soprattutto ascoltare il pubblico, rispondere alle domande, fornire spunti, condividere, incoraggiare...
Al suo fianco, sua moglie Carol Gerland, ex top model che ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso Zadig & Voltaire e oggi direttrice artistica per case di moda di fama, arricchirà il dialogo con la sua esperienza nelle campagne creative e nell’immagine di marca.